Remue-ménage

Chiedo scusa per il francese. Si traduce spesso con “trambusto” e sinonimi che non rendono bene l’idea: faire le ménage = fare le pulizie; se mettre en ménage = convivere senza sposarsi ecc. Denota un misto di disordine, sommovimento, disaffezione.

Ecco, le dimissioni stamattina di Walter Ricciardi da presidente dell’Istituto Superiore di Sanità sono e suscitano un remue-ménage.

I media provano a immaginare il motivo. Al primo posto, i conflitti d’interesse non dichiarati, ripresi l’altro ieri dal BMJ. Al secondo,

Il libro di Giulia Innocenzi [la raccolta di bufale “Vacci-nazione”, uscita il 7 dicembre] è stato seguito da due interrogazioni parlamentari del M5S, una depositata in Senato da Paola Taverna, un’altra al Parlamento europeo da Piernicola Pedicini. La trasmissione tv Le Iene ha dedicato la puntata del 9 dicembre ai presunti conflitti di interesse di Ricciardi. «Ho sentito il servizio e faremo le eventuali verifiche» aveva commentato il ministro della Salute Grillo.

Ci starebbero anche gli attacchi del Codacons; l’obbligo vaccinale sgradito a una parte del governo e del Parlamento; le perenni faide interne. Non credo che abbia avuto peso lo scontento fra i ricercatori per alcuni danni alla reputazione dell’ISS che una gestione meno distratta avrebbe evitato.

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Remue-ménage anche nei National Institutes of Health. Pare che il governo Trump intenda licenziarne il direttore, il cristiano non fondamentalista Francis Collins. La sua colpa è di difendere l’uso nella ricerca di tessuti provenienti da feti abortiti, proibito dal Dipartimento della sanità ancora prima della conclusione della “review” promessa ai cristiani fondamentalisti in campagna elettorale.

Collins è bravo a coordinare istituti gestiti da prime donne perché è un mediatore gentile e modesto, diceva Venter che modesto non è. Mi sembra vero. Era stato nominato da Bush Jr. che aveva vietato la ricerca sulle staminali embrionali, confermato da Obama su suggerimento di Harold Varmus, ex direttore dei NIH, laico militante e premio Nobel per la medicina.

L’altra colpa di Collins è di aver l’appoggio degli scienziati che per Trump sono “nemici del popolo” e diffondono fake news, proprio come i giornalisti. Poi è inviso al segretario alla Sanità Alex Azar – ex-lobbista di BigPharma, contrario alla sanità pubblica, fondamentalista pure lui. Nel gennaio scorso Azar aveva sostituito Vincent Price, licenziato da Trump per abusi troppo palesi dei fondi pubblici.
A suivre.

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A proposito di recenti Zichicche avevo citato Nir Shaviv, inventore della tesi secondo la quale i raggi cosmici galattici causerebbero il riscaldamento globale a cicli di 140 milioni di anni. Non sapevo che il partito di estrema destra Alternativa per la Germania lo aveva invitato a esporre il proprio pensiero alla Commissione parlamentare per l’ambiente, pochi giorni prima della COP24 di Katowice.

Su Spektrum-Scilogs, Stefan Rahmstorf sintetizza il Shaviv-pensiero e ne fa polpette, con la solita cortesia e in tedesco ma la traduzione di google in inglese è decente.

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Nature ha scelto le “Ten people who mattered this year“, cinque donne tra cui la grande climatologa Valérie Masson-Delmotte e cinque uomini tra cui il “rogue” Jiankui He e l’ideatore del “piano S” europeo per l’open access a favore dell’editore Frontiers.

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Altra notizia politica:

On 3 December, the parliament’s lower house, the congress, designated €200,000 (US$227,000) of its draft 2019 budget to creating an office of science and technology, inspired by similar bodies abroad.

In Spagna, mica in Italia.