Su le mascherine

Lunga chiacchierata con M., un’amica d’infanzia, medico in pensione. Da volontaria di Médecins du monde cura degli immigrati sans papiers o in attesa di averli, quindi è vaccinata con doppia dose. A me quando spetta? Ah be’… Comunque è contenta per conto mio perché “in Italia, è tutto riaperto, bar, ristoranti, musei”. Mascherina a parte “la vita è tornata come prima” mentre in Francia
E adesso avete Mario Draghi…
Qui temo di averla un po’ delusa. Si era dimenticata milioni di greci ridotti in miseria in nome dell’austerità e che a differenza della Francia, l’Italia non è una repubblica presidenziale. E penso che a Médecins du monde sono più popolari gli economisti che hanno calcolato i benefici dell’immigrazione nei nostri paesi con un’alta percentuale di >60 e una bassa natalità (ha tre figlie e un solo nipotino).
Anche M.-C. vorrebbe sapere quando sarà vaccinata. Sta a Milano, insegna, diffida della sanità lombarda come tanti, forse tutti. Quale sceglierei se potessi? Lei, quello Pfizer, “la storia [degli scienziati turchi in Germania] è troppo bella. Europeismo vero”. Sarà efficace contro le nuove varianti? Perché non segnalo più i paper sul covid? Non sto bene? Sono più deprimenti di quelli sul clima? “E guarda che alla tua età devi mettere due mascherine, lo ha detto Fauci.”
Seguono consigli per gli acquisti.

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Sto bene. Però almeno fino al 14 maggio, la qualità metodologica della ricerca clinica sul covid è stata spesso disastrosa, scrivono Jung et al. su Nature Communications

Unfortunately, poor evidence begets poor clinical decisions20. Furthermore, lower quality scientific evidence potentially undermines the public’s trust in science during this time and has been evident through misleading information and high-profile retractions12,21,22,23. For example, the benefits of hydroxychloroquine, which were touted early in the pandemic based on limited data, have subsequently failed to be replicated in multiple observational studies and RCTs5,24,25,26,27,28,29,30.

Se cliccate sulle note, trovate i responsabili dei disastri.

  • These remdesivir, hydroxychloroquine, lopinavir, and interferon regimens had little or no effect on hospitalized patients with Covid-19, as indicated by overall mortality, initiation of ventilation, and duration of hospital stay, Recovery Consortium, NEJM, 11 febbraio 2021

Anche a dosi elevate, lo zinco e la vitamina C – acido ascorbico, nel paper – fanno come Rosina al su re, JAMA, 12 febbraio 2021.
La rassegna Cochrane appena uscita conferma l’inutilità e i rischi della somministrazione di clorochina e di idrossiclorochina. Poteva andare peggio:

  • We found that treatment with hydroxychloroquine was associated with increased mortality in COVID-19 patients.

In un altro trial Recovery il tocilizumab, un immunosoppressore, sembra accrescere l’efficacia del dexamethasone raccomandato dall’estate scorsa, ma è solo un annuncio: deve ancora uscire il preprint. Agg. 13/02 – Sbagliavo. Il preprint è già uscito, segnala Marco Balzarini nei commenti, e aggiunge

Come tutti i farmaci dal nome che finisce con “mab”, è un anticorpo monoclonale, complicato da produrre e da somministrare, che – scrive Kai Kupferschmidt su Science – costa 100 volte più del dexamethasone.

Su Nature, Angela Wahl et al. pubblicano i risultati dell’antivirale “ad ampio spettro EIDD-2801” (Molnupiravir) in cellule umane e nei topi infettati con il Sars Cov-2. Sarebbe efficace sia come terapia che come profilassi, ma… La ricerca è sponsorizzata dal produttore e, da quello che ho visto, è in corso solo un piccolo trial di fase II con 80 partecipanti.
Non ho capito in base a quali dati un mese fa i giornali italiani ne parlavano come di una cura. Forse perché un com. stampa diceva che il molnupavir era stato provato nei furetti?
Da For better science, Leonid strapazza rimedi miracolosi scoperti da scienziati famosi in Israele. Se lo seguite su Twitter, avete visto che è molto ma molto scettico sull’indagine dell’Oms in Cina che doveva chiarire dove e quando è iniziata la diffusione del Sars Cov-2.
(Per quel che vale. I comunicati dell’Oms sono troppo diplomatici per i miei gusti. Può anche darsi che il virus sia “scappato” dal lab di Wuhan, ma siccome infetta qualsiasi mammifero gli passi a tiro, non vedo come si possa escludere uno spillover naturale. A un anno di distanza e con tanti bastoni tra le ruote, poi…)

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Et les vaccins, ça vient?

In Lombardia, M.-C., non ho idea.

Nell’opinione pubblica mondiale la fiducia nei vaccini sta aumentando, stando al sondaggio mensile YouGov-Imperial College, ma non dappertutto: i giapponesi (66%) e i francesi (44%) sono tuttora i più diffidenti.

Su Science di oggi, Jon Cohen scrive che alcuni produttori di vaccini “classici” stanno organizzando trial con una dose di un tipo e la seconda dell’altro, per accelerare i tempi, ma i problemi legali sono enormi. Dalle domande fatte a Vittorio Agnoletto in rete e dagli ascoltatori di radiopop, temo che l’opinione pubblica italiana sarebbe molto diffidente…

Come il vaccino AstraZeneca, il Novavax non è abbastanza efficace contro una variante sudafricana, ma sono in corso trial con altri (tra cui il monodose e più economico Johnson & Johnson).

Rimando per il resto alla dichiarazione di Covax (ne approfitto per ricordare che potete ancora firmare l’appello No profit on pandemic). Tra l’altro smentisce la notizia secondo la quale AstraZeneca non autorizzerebbe altri a produrre il proprio vaccino: lo produce anche il Serum Institute of India.

Agg. 13/04 – I vaccini a mRna sembrano molto sicuri, stando a un paper del JAMA che analizza i dati raccolti dal CDC. In USA tra il 14 dicembre e il 18 gennaio, sono state somministrate 17,5 milioni di dosi.  Le reazioni allergiche (anafilassi, gli effetti collaterali più rischiosi) sono state 66, soprattutto dopo la prima dose, e nessuna letale: 4,7 casi per milione con il Pfizer e 2,5 con il Moderna.

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Et ce gouvernement, ça vient?

P’têt ben qu’oui, p’têt ben qu’non, ma M., di sicuro non sarà quello che vorremmo.

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Agg. 13/02 A proposito del comportamento di certi governanti durante la pandemia, nel BMJ raccomando l’editoriale del direttore “Covid-19: Social murder, they wrote—elected, unaccountable, and unrepentant”  e quello di Claire Wenham “What went wrong in the global governance of covid-19?“, sui due rapporti dell’Independent Panel on Pandemic Preparation and Response. (h/t Philip Ball)

3 commenti

  1. Dal post di Leonid
    In most cases, these men of science use their gigantic egos to postulate that their most favourite molecule, the one they had been working all their bloated careers with on something entirely unrelated, surely must also work against the coronavirus
    Bellissimo. Anche altre, ma a questa mi sono scompisciato
    😀

    1. Aggiornato il post, grazie Marco.
      Cimpy: va così in tutto il mondo – anche per via del nazionalismo e dei finanziamenti che ne conseguono.

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