Gdvr che ha partecipato a un censimento dice che i pinguinotti blu sono “piuttosto timidini“, per sua fortuna, e che le coppie nidificano a 5 metri di distanza le une dalle altre per questioni di privacy. Secondo me per inclusive fitness come dimostra
Pressure produced when penguins poo
una ricerca sulla pressione raggiungibile in… ehm… cella aperta (1) che ha vinto il premio IgNobel nel 2005.
Eudyptula minor, foto M. Kuhn/Flickr
Spero che Gvdr ci darà i dati quando saranno pubblici. Le popolazioni di pinguini stanno declinando dappertutto, salvo nelle Galápagos (paper) in questi anni di Niña. Tra le cause – come per tutte le specie pelagiche – la plastica che buttiamo in mare. Stando al modello di Chris Wilcox et al.
The highest area of expected impact occurs at the Southern Ocean boundary in the Tasman Sea between Australia and New Zealand, which contrasts with previous work identifying this area as having low anthropogenic pressures and concentrations of marine debris. We predict that plastics ingestion is increasing in seabirds, that it will reach 99% of all species by 2050, and that effective waste management can reduce this threat.
Alla “group selection” ci pensiamo noi.
Aggiornamento di Gvdr sotto. Nella Baia delle Pulci i suoi pinguini stanno bene, però sono “white flippered Little Blue” mentre quelli della foto sono Southern Little Blue, un’altra specie. Chiedo scusa.
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Altri fatti vostri
Andrea Idini, anche lui come Gvdr membro del comitato scientifico delle Oche a radiopop, ha vinto una Newton International Fellowship della Royal Society. Hip hip hip…
Nel cv fa la sua figura ‘neffetti, solo che adesso gli tocca “lavolale lavolale lavolale” tra Gran Bretagna e Finlandia peggio di un altro Andrea nel suo container. Aveva trovato lo stesso il tempo di scrivere un post sul pentaquark per rassicurare Giancarlo (IbeC) e altri scettici che buttano secchiate d’acqua su certi entusiasmi ocheschi…
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(1) Fatti vostri, cont.
Il chimico Camillo Franchini cerca di intortare un CimPy. Non sono stati “due ingegneri e una giornalista”, bensì il chimico Camillo Franchini a sostenere che
Gli ingegneri commettono un grave errore semantico, confondendo la compressione elettrochimica conseguente all’effetto di asimmetria presentato da un catodo cavo di palladio con la compressione elettrochimica che avviene in cella chiusa… Non è una questione di puntualizzazione lessicale; fenomeni diversi devono essere descritti con termini diversi
commettendo lo stesso “grave errore semantico” e suscitando il fou-rire del vulgum pecus. Ora “crede” in un’asimmetria diversa e Giancarlo lo rigira sulla graticola citandogli una fede precedente
Ho già scritto che, poiché il palladio è un ottimo catalizzatore di idrogenazioni, l’equilibrio H2/2 H viene raggiunto con grande facilità, ossia è irrilevante che alla superficie del palladio arrivi idrogeno molecolare o idrogeno gassoso. In ogni caso si tratterebbe di un effetto cinetico, non termodinamico. “Non si può immaginare che il potenziale chimico dell’idrogeno nel reticolo del palladio dipenda da come si presenta l’idrogeno all’interfaccia. Nessun chimico accetterebbe mai una simile ipotesi.”
A circa tre anni di distanza confermi la parte in neretto o il tuo pensiero nel frattempo si è evoluto?
Purtroppo non so quando i dati verranno pubblicati. La buona notizia è che a Flea Bay dove sono stato la popolazione è in slow but sure increase. All’ultimo censimento c’erano circa 120 mating pairs, quest’anno sembrano già di più. E fanno un sacco di cacca, non c’è che dire!
Sempre per pignoleria (quando ti stuferai di noi pignoli?): quelli sono Southern Little Blue, questi vivono più a sud e se la passano peggio; pare siano meno adattabili. I “miei” erano white flippered Little Blue (più chiari e con le caratteristiche bordature bianche: http://www.penguin.org.nz/white-flippered-penquin.html ).
Purtroppo, invece, delle sei coppie di yellow eyed penguins presenti due anni addietro, se ne son viste solo due. Le altre son date per disperse… Plastica?