Frites belges

Manif identitaire.jpg

Des frères à la manif…

Contro i razzismi fieramente esibiti, l’immagine gira di nuovo. Ho cercato la fonte senza trovarla, ma nell’agosto scorso illustrava un post su “Feste nazionali, riti tribali e frites belghe“. Lo segnalo agli amici svizzeri ricordando che le frites migliori le facciamo noi da prima che esistesse il Belgio…

*

Dev’essere un complotto darwinista, non avevo mai visto tante “ultime notizie sull’evoluzione umana” in un colpo solo. Ieri un’amica di radiopop raccomandava Cheddar Man, il britannico di diecimila anni fa che non aveva il volto dipinto di rosso e di blu, ma la pelle nera – probabilmente – o molto scura come altri immigrati nell’Europa settentrionale di allora.

Lo raccomando anch’io, ha una faccia simpatica, però non ho molto da dire. Nei giornali e sul sito del Museo di storia naturale non ci sono dati. Il colore della pelle dipende da una mezza dozzina di geni con molte varianti (alleli) che esprimono  moltissimi gradienti di “scurezza” e “chiarezza” (pleiotropia). Nella storia della nostra evoluzione, quelli per la chiarezza sembrano i più antichi.

Il colore di Cheddar Man è stato stimato con un modello, quando la ricerca sarà pubblicata si sapranno i margini di incertezza, i geni usati ecc. Comunque dubito che dica l’ultima parola.

Fra le notizie di questa settimana, salta fuori un’altra volta che la mega-eruzione del vulcano Toba, in Indonesia circa 75-70 mila anni fa, non sarebbe stata seguita da un inverno globale lungo sei anni, non avrebbe ridotto da 100 a 10 mila l’umanità causando di conseguenza un “collo di bottiglia“, il crollo della diversità genetica fra i discendenti sopravvissuti alla catastrofe:

Based on these previous studies and our new paleoenvironmental data, we find no support for the Toba catastrophe hypothesis and conclude that the Toba supereruption did not 1) produce a 6-year-long volcanic winter in eastern Africa, 2) cause a genetic bottleneck among African AMH [African Modern Human] populations, or 3) bring humanity to the brink of extinction.

L’eruzione non ha avuto l’effetto di una mini-era glaciale e nemmeno dell’eruzione del Tambora nel 1815, perché non ha emesso altrettanti solfati (aerosol raffreddanti). I fitoliti analizzati da Chad Yost et al. confermano gli “studi precedenti” secondo i quali non c’era stato alcun inverno globale in Africa orientale, la popolazione era già calata a circa 30 mila, prima di aumentare rapidamente circa 20 mila anni dopo, dopo una lunga dispersione.

Tutte le stime hanno millenni di incertezza nei due sensi, immagino sia facile trovare sovrapposizioni temporali e cascare nel post hoc propter hoc. Ricerche di genetica – simili a quella di Sarah Tishkoff sui geni legati al colore della pelle che citavo prima – e in paleoclimatologia hanno smentito quasi subito la tesi di Happending et al., eppure continua a essere citato anche sulle riviste scientifiche.

***

Per chi sente la mancanza delle bufale sui vantaggi di una maggior concentrazione atmosferica di CO2, Bob Ward ha smontato di fino quelle raccontate dal visconte “Big Coal” Ridley alla Camera dei Lord citando dati dell’economista Richard Tol che, dice lo stesso Tol, dei gremlin modificano a sua insaputa. Così risulta sempre che l’aumento della temperatura giova all’economia.

Ridley segue il copione scritto da BigOil & Coal venticinque anni fa. Negare gli impatti negativi è il quarto passo dopo
1. i gas serra non hanno effetto serra;
2. lo hanno, ma non quelli emessi dalle attività umane;
3. il riscaldamento globale fa solo bene.
Dal canto suo, Anthony Watts – fan di Trump e guru del ten. col. Guidi – vuol far credere che l’innalzamento del livello del mare decelera travisando il paper di Paul Kench et al. su Nature Communications pochi giorni dopo aver cancellato sei anni di dati in questo grafico e cinque in quello citato come fonte per ricavarne questa roba qua:


Per un ripasso dei principali “miti” (eufemismo) negaioli e come rintuzzarli, c’è un paper in open access di John Cook et al. sulle Environmental Res. Lett. Pour le gens pressés, sunto di Dana Nuccitelli sul Guardian.

***

Da lunedì, non mi si apre Retraction Watch. Che ci sia sotto un’azione legale? Risposta poco fa:

Thanks for your concern, but we have had no legal threats. This is just a vexing technical issue we hope to solve soon!

*

Bruttissima storia, non solo di Oxfam, che questa volta tutte le Ong facciano sul serio?

2 commenti

    1. Grazie, Steph, adesso sopra dovrebbero essere tutti giusti. Una volta contavo su Paolo C., mais il m’a laissé tomber comme une vieille chaussette…
      Ho visto per l’ozono, sembra che ci siamo rallegrati troppo in fretta.

I commenti sono chiusi.