Aritmetica da Battaglia

Sul blog solito ospitarlo, Franco “Heartland” Battaglia inaugura il 2020 con un pistolotto bilancio del pacchetto per il clima e l’energia della UE che doveva ridurre del 20% le emissioni di gas serra e aumentare del 20% il consumo di energie rinnovabili e l’efficienza energetica “entro il 2020”.
“Doveva” perché a suo avviso il 2020 è finito il 31 dicembre 2019.  Con dati risalenti al 2018 conclude che per ogni obiettivo la UE ha fatto “cilecca”:

  • In conclusione, il pacchetto energia 20-20-20 è stato, come facilmente prevedibile, un sonoro fallimento.

Proprio come avrebbe previsto lui nel 1998. (h/t caserinik)

Quiz

Anno solare a parte, quali dati UE falsifica per arrivare a questa conclusione:

  1. emissioni di gas serra
  2. consumo di rinnovabili
  3. efficienza energetica
  4. nessuno
  5. tutti e tre

Domanda di riserva: in quante operazioni aritmetiche si esibisce in “un sonoro fallimento”?
Ricchi premi e cotillon.

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Altre previsioni
Alan Buis del Jet Propulsion Lab (della NASA) recensisce il paper di Zeke Hausfather et al. sull’affidabilità dell’andamento della temperatura globale stimato da 10 modelli climatici su 17, e da altri quattro una volta tenuto conto del fatto che erano sbagliati i consumi di energia da fonti fossili previsti dagli economisti specializzati in materia.

Gavin Schmidt, il direttore del GISS (della NASA) e uno degli autori del paper, è intervistato ma non dice che i modelli più azzeccati sono quelli del GISS. Secondo me, il capo della NASA se la lega al dito.

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Le bufale di The Australian sulle cause degli incendi in corso sul continente da fine luglio sono state smentite da scienziati, dai dirigenti del Servizio nazionale anti-incendio, da quelli della polizia (omissis) e dall’Ufficio meteo australiano (h/t Paolo C.). La pervicacia e la pericolosità della disinformazione orchestrata da Rupert Murdoch sono state denunciate tra altri dal New York Times e soprattutto dal Guardian che ha un’edizione australiana molto seguita.

Oggi il “disingenuous rag” pubblica un editoriale in cui per la prima volta ammette in prima pagina che

  • L’evidenza di un riscaldamento globale dai tempi della rivoluzione industriale è chiara. Incendi più intensi sono una realtà osservata, conforme alle previsioni della scienza dei cambiamenti climatici.

Segue un atto di accusa: sarebbe vittima, insieme all’Australia e al suo governo, di un complotto dei Verdi e di estremisti di sinistra per discreditare l’indipendenza e la credibilità del suo giornalismo onde rovinare l’economia nazionale e mondiale.
Sotto il tweet che annuncia l’editoriale, i commentatori sfoggiano collezioni di snapshot che lo smentiscono.

La più pregevole mi sembra quella di Ketan Joshi. Il sarcasmo a volte ilare a volte no è anche dovuto al fatto che nel tweet successivo, il direttore lancia un articolo che racconta

  • le storie degli australiani incredibilmente coraggiosi che combattono questo disastro inimmaginabile.

Inimmaginabile, gli fanno notare, nel senso di previsto da trent’anni.

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Aritmetica da oca
Toutes proportions gardées, la nuova campagna mondiale di BigOil, somiglia a quella locale inaugurata dall’Australian. L’altro ieri, il New York Times pubblicava questa opinione di Ted Halstead,

  • We can’t slow climate change without the Energy companies. Riduzioni maggiori e più veloci delle emissioni sono possibili soltanto se gli ambientalisti e l’industria lavorano insieme.

(Dopo le proteste dei lettori, informati per esempio da Genevieve Guenther e dal dottorando Benjamin Franta, il quotidiano è stato costretto a precisare che l’autore è il presidente del Climate Leadership Council.)
Asbtract: invece di sparlare delle Big Oil e rivelarne peccatucci a fin di profitto bene, gli ambientalisti devono applaudirne i grandiosi investimenti in energia pulita e decarbonizzazione, cioè le seguenti noccioline somme da capogiro
– $54 milioni/anno in progetti a basso tenore di carbonio;
– 56 milioni/anno per pubblicizzarli sui media.

Salvo aritmetica da oca, fanno $110 milioni/anno per il greenwashing salvare il pianeta rispetto a
– $250 milioni/anno per disinformare sul clima, altri milioni nelle lobby di Washington o Bruxelles ogni volta che una normativa rischia di intaccarne i profitti e/o le sovvenzioni, e di più durante le campagne elettorali
– $1,4 mila miliardi da qui al 2024 per progetti a massima intensità di carbonio, cioè per aumentare le estrazioni di petrolio e gas.
Salvo sonoro fallimento, fanno oltre $1.401,25 miliardi per incendiarci la casa aiutare i poveri a uscire dalla miseria.

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